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Selene Calloni si occupa di attività olistiche da oltre quindici anni. Dopo aver trascorso numerosi anni in Oriente, si è laureata in psicologia con una tesi sullo Yoga Integrale. E' autrice di vari articoli e libri sullo Yoga e sullo Sciamanesimo. E' suo l'intervento che segue, intitolato |
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Lo scivaismo, culla del tantrismo
A tutta l'Antichità fu nota l'idea dell'andamento ciclico dell'evoluzione del mondo.
Nella visione antica, i cicli evolutivi sono divisi ciascuno in quattro periodi chiamati yuga.
Il primo periodo è l'Età dell'Oro o della Verità (Satya Yuga), nel quale l'umanità gode di una spontanea saggezza data dalla propria vicinanza al divino.
Il secondo è l'età dell'Argento o dei Riti (Tetra Yuga, età dei tre fuochi).
Il terzo è l'Età del Bronzo o dell'Indecisione (Dvapara Yuga).
L'ultimo è l'Età del Ferro o dei Conflitti (Kali Yuga).
Attualmente l'uomo si trova sul limitare di una grande svolta evolutiva, poiché l'epoca del Ferro, il Kali Yuga sta per muovere alla fine e l'Età dell'Oro comincia a fare sentire i propri influssi.
Nell'epoca del Kali Yuga "Ritenendosi saggi, gli sciocchi immersi nell'ignoranza, ma sicuri di sé, si aggirano urtandosi come ciechi guidati da un cieco" (Mundaka Upanisad).
"Tuttavia alcuni possono raggiungere la perfezione in pochissimo tempo" (Linga Purana)
"Durante il Kali Yuga", infatti, "il Gran Dio Shiva, il pacificatore, blu scuro e rosso, si rivelerà sotto mentite spoglie per ristabilire la giustizia.
Coloro che andranno a lui saranno salvi".
(Linga Purana)
Non esiste alcuna psicologia del profondo, orientale od occidentale, che non sia destinata a condurre chi ne percorre il cammino all'incontro con il Grande Shiva, celato nel cuore segreto di ogni uomo.
Shiva significa il Benigno, ma nei Veda egli è conosciuto anche come Rudra ("colui che fa scorrere le lacrime") e come Pashupati ("il signore del gregge").
Questi epiteti mostrano una divinità dai molti aspetti, apparentemente contraddittori, ma che sono, in realtà, le componenti di una figura divina ricchissima di valenze e di attributi.
"Il Distruttore", "II Signore della morte", ama albergare presso i luoghi di cremazione, e i suoi devoti, nudi, si cospargono di cenere, simbolo dell'impermanenza.
Ma il Signore della morte si rivela in realtà il Signore della vita, distrugge ciò che è impermanente per dare origine a nuove forme, a nuove manifestazioni del divenire vitale.
In Shiva cielo e terra trovano la loro sintesi, ma è una sintesi dialettica, non una stasi, non un comporsi delle tensioni, ma un perpetuo divenire, una perpetua lotta di opposti.
A differenza di Vishnu che "scende" nel mondo attraverso i suoi avatar, Shiva è nel mondo, nella natura, negli animali, nella sete stessa di vita propria di ogni essere vivente.
In quanto signore della natura e degli animali, è un guaritore, anzi, il guaritore supremo: la sua gola è blu poiché egli ha ingerito il veleno che rappresenta la volontà di morte di tutte le creature.
Le numerose leggende che lo riguardano, mostrano in Shiva una divinità dai tratti tipicamente sciamanici, una figura divina che non offre rassicuranti certezze, ma inquietanti potenzialità energetiche. |
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