|
|
|
|
Il Japamala, o rosario, è uno strumento utile per la ripetizione del nome del Signore, della Divinità scelta dal singolo devoto, con tutto l’amore per il “Nome” e la “Forma”, o di un mantra sia verbale che mentale.
Japa letteralmente significa “mormorare”, mala vuol dire “ghirlanda”, “collana”. Nella simbologia Ja sta per “janmaviccheda”, la conseguente cessazione del ciclo nascita e morte; e pa sta per “Pa kara papanasana”, purificazione e redenzione di tutti i peccati. Un mala ha 108 grani ma ciò non rappresenta il numero 108, bensì la realtà:
- 1 rappresenta la verità Ultima
- 0 al centro rappresenta lo stato di Samadhi
- 8 rappresenta la natura creativa.
Così, invece di dire 108, dite 1 e 0 e 8.
Uno, la Realtà, non è il creatore: è Esistenza Eterna; il Creatore o la Creatrice è Prakriti, Maya, la quale ha otto aspetti.
Otto rappresenta la natura, uno la realtà. Quando si uniscono avviene la Creazione. Quando Realtà e Natura si fondono, allora voi avrete percezione e cognizione; se voi le separate, potranno essere raggiunte soltanto attraverso Samadhi. Zero, “Shunya”, rappresenta Samadhi.
Per questo e per nessun altro motivo il mala ha 108 grani. Addizionando insieme uno e otto si ha il totale di 9; se voi moltiplicate nove per qualsiasi numero, la somma del risultato darà sempre nove; sarà sempre così all’infinito.
Nello stesso modo l’Universo è costante e invariabile da sempre. È perfetto e sempre uguale.
Nove rappresenta la Creazione Totale, quella che voi conoscete e quella che non conoscete.
In ogni mala c’è sempre un grano diverso in più che forma l’estremità superiore conosciuto come Bindo o Sumeru, la stazione di giunzione. Così, quando ripetete il mantra dovrete arrivare a Bindu e ritornare indietro, e così via.
Qual è il giusto modo di usare il Japamala?
Tenere il rosario sopra il dito medio, tenendo insieme le altre dita che rappresentano i Guna, cioè le tre qualità del pensiero, del temperamento e dell’azione (il medio rappresenta Satva: la purezza; l’anulare rappresenta Rajas: l’azione; il mignolo rappresenta Tamas: l’inerzia).
Questa azione di tenere il rosario sopra il dito medio, raggruppando le altre dita, sta a significare che si trascende il mondo dell’illusione, degli attributi, e si procede verso la coscienza dell’unità.
Il dito indice, che rappresenta l’uomo (Jivatma), e il mignolo non devono venire a contatto con il mala. Il japamala dovrebbe essere tenuto nella mano destra tra il pollice (che è Dio - Paramatma), e l’anulare, così che la fusione con il Divino viene enfatizzata col passaggio di ogni grano e di ogni respiro. Mentre il dito indice impara ed insegna la lezione, la lingua ripete il mantra o il nome con il Pranava (OM). “Quando Dio e l’uomo lavorano insieme, la vita diventa una preghiera! (L.Secca – Sandhya, Preghiere e mantra dell’Ashram di Sai Baba – Ed. Mediterranee, 1997; Paramahansa Satyananda – Il mantra – Edizioni satyananda Ashram Italia, 1998) |
|
|
|
|
Ti piace questo sito?
Invita anche un tuo amico a visitare il SurjaRing!
clicca qui |
|
Collabora con noi!
C'è un argomento che ti appassiona
e desideri condividerlo nel web?
Hai voglia di diventare uno dei nostri?
Collabora con noi!
C'è uno spazio gratuito che ti attende
all'interno del SurjaRing.
Clicca qui |
|
|
|
|
|