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Tutti sanno che nel nostro corpo abbiamo diversi sistemi: muscolare, nervoso, linfatico e circolatorio. Queste informazioni sono ben conosciute perché riguardano il livello grossolano. Ma a livello sottile noi abbiamo un altro sistema, che è molto ben conosciuto dagli agopuntori e dai praticanti tantrici, il sistema dei canali sottili. Questi canali sottili, che sono invisibili, sono le vie in cui scorre l'energia vitale.
Il più importante è il canale centrale che va dalla cima della nostra testa alla regione degli organi sessuali. Ai suoi lati ci sono due canali più sottili che si intersecano con quello centrale in cinque punti. Questi cinque punti sono molto importanti, infatti sono i cinque chakra principali del nostro corpo: il chakra segreto (nella regione dei genitali), il chakra dell'ombelico, il chakra del cuore, quello della gola e quello del capo.
Da questi cinque chakra partono una serie di canali che si biforcano ancora ed ancora fino a creare il sistema sottile nel quale circola l'energia vitale.
Questa è, in essenza, la struttura del nostro mandala interiore.
I venti sottili, che i Tibetani chiamano il "cavallo della mente", sono appunto i veicoli della mente grossolana, sottile e molto sottile.
Attraverso la pratica della meditazione è possibile imparare a riconoscere questo mandala interno e a scovarne i blocchi.
Le persone non pensano mai al loro corpo sottile, perché non possono né vederlo né toccarlo; e ciò che è 'invisibile' per la nostra società materialistica non è di nessuna importanza. Ma in realtà, prendersene cura è la cosa più importante che possiamo fare. Da questo ne deriva l'essere sani o malati, felici o infelici e così via.
Ngalso è il sistema più facile, efficacie e veloce per curare il nostro corpo sottile. |
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| Tantra |
In passato i viaggiatori venivano colpiti dalla natura del popolo tibetano: in un ambiente così aspro e difficile era gente felice.
Il motivo? Perché mettevano in pratica, nella vita quotidiana, i metodi della scienza buddhista della mente e questo alleggeriva la loro esistenza. La loro vita era integrata con la pratica spirituale che dava loro stabilità mentale e molta gioia.
I racconti e i miti sul misterioso e magico Tibet hanno spesso distolto l'attenzione delle persone da un fatto strano: che in un paese così arretrato si siano sviluppate tante personalità eminenti, in grado di raggiungere livelli altissimi di penetrazione filosofica, psicologica e spirituale. Così evolute da affascinare intellettuali e grandi scienziati occidentali, come Einstein, o da imporsi all'immaginario collettivo del mondo.
Come è potuto succedere? La risposta è la pratica del Tantra.
Oggi c’è molta confusione e cattiva informazione rispetto a queste pratiche e quindi è necessario fare un po' di chiarezza (avremo comunque modo di parlare molto a lungo del Tantra tibetano in questo sito).
Il Tantra non è un gioco di liberazione sessuale. Tant'è vero che i monaci tibetani, che fra gli altri voti hanno anche quello di castità, spesso sono grandi praticanti tantrici.
Oggi le tecniche liberatorie sono spesso fughe dal mondo e dalla società. Ma la fuga non può risolvere i problemi emergenti della nostra società moderna, cioè i problemi di relazione, o meglio di mancanza di relazioni, di solitudine e di violenza nata dal sentirsi abbandonati.
L’essenza del Tantra, al contrario, è la totale comunione, il non sentirsi mai soli; l’universo stesso diviene un’esperienza di amore, calda accoglienza, gioia.
Il Tantra, cioè Ngalso, è un sistema terapeutico molto efficace e rapido che fa uso di simboli archetipici per trasformare la mente in modo positivo.
Il segreto della sua efficacia e rapidità sta nel fatto di utilizzare tutte le esperienze della vita, anche quelle ritenute completamente al di fuori del nostro controllo (come la morte o i sogni): la vita stessa diventa un percorso fortemente liberatorio, di totale guarigione (illuminazione, nel linguaggio tradizionale).
Lo si può anche definire un sentiero spirituale, ma è solo un nome perché anche la medicina e la psicologia battono la stessa strada, anche se con diversi obiettivi. |
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